La pignorabilità del conto corrente acceso dal debitore pensionato


Nel quadro normativo antecedente la Riforma del 2015, le somme dovute dal pensionato o dal lavoratore, a qualsiasi titolo, una volta transitate su un conto corrente postale o bancario, e dunque acquisite dal titolare ed entrate a far parte del suo patrimonio, si confondono giuridicamente con quest’ultimo e non sono, nel concreto, applicabili le limitazioni alla pignorabilità.


La Corte d’appello territoriale, confermando la decisione di primo grado, aveva dichiarato legittimo il pignoramento eseguito dal creditore procedente Inps sul saldo del conto corrente acceso dal debitore esecutato, per la sola parte eccedente l’importo impignorabile per legge, riferito ad un rateo delle pensioni complessivamente fruite dal pensionato. La Corte, premesso che sul conto corrente acceso dal pensionato erano stati accreditati, in via esclusiva, emolumenti pensionistici, diretti e di reversibilità, ed esclusa la possibilità di confusione patrimoniale per la connotazione omogenea delle somme accreditate, aveva ritenuto permanere sul denaro accreditato lo stesso vincolo giuridico della parziale impignorabilità.
Avverso tale sentenza ricorre l’Inps, assumendo che le limitazioni al pignoramento previste dal codice di rito valgono solo per il pignoramento eseguito presso l’ente erogatore del trattamento pensionistico, nel qual caso risulta indubbio il titolo (pensionistico) in base al quale tale trattamento sia dovuto, ma non possono valere quando il pignoramento sia eseguito presso l’istituto bancario o altro ente con il quale il debitore intrattiene un rapporto di conto corrente.
Per la Suprema Corte il ricorso è meritevole di accoglimento. Difatti, le somme dovute dal pensionato o dal lavoratore, a qualsiasi titolo, una volta transitate su un conto corrente postale o bancario, e dunque acquisite dal titolare ed entrate a far parte del suo patrimonio, si confondono giuridicamente con quest’ultimo e non sono, nel concreto, applicabili le limitazioni alla pignorabilità.
Solo a seguito dell’intervento riformatore, risulta di contro introdotto il principio (valido anche per i crediti retributivi) per cui l’operazione contabile di accreditamento della pensione su un conto corrente intestato al creditore fa conservare comunque la funzione connessa al titolo previdenziale per il quale il denaro è stato percepito, purché le somme siano accreditate direttamente dall’ente previdenziale e risulti chiaramente intelligibile la causale del versamento.